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14/06/05 JRS International
Dichiarazione del JRS per la giornata mondiale
dei
rifugiati 20-06-05
Ascoltare ed imparare dai profughi
"I profughi hanno bisogno di essere ascoltati. É importante che
le
priorità delle organizzazioni che assistono i rifugiati derivino
direttamente da questi ultimi piuttosto che imposte dall'alto.
Impariamo da
coloro dei quali siamo al servizio. Senza la loro guida, i
nostri programmi
non hanno senso. Se consentiamo loro l'accesso ad
un'informazione accurata
e sufficienti risorse, i profughi sono certamente i più indicati
a prendere
decisioni circa la propria vita in esilio e soluzioni a lungo
termine per
il futuro" ha affermato Padre Lluís Magriñà SJ, Direttore
Internazionale
del JRS.
Uno degli errori più comuni in cui incorrono i governi e le
organizzazioni quando si trovano a dover affrontare crisi
umanitarie, é
quello di considerare i rifugiati come vittime impotenti. Spesso
ciò induce
a soluzioni inadeguate. L'immagine della vittima impotente
contrasta
sensibilmente con la realtà dei sopravvissuti che aiutano a
ricostruire le
proprie comunità.
"La solidarietà internazionale sollevatasi in occasione del
disastro dello tsunami é stata esaltante, e l'assistenza delle
organizzazioni umanitarie estere fondamentale. Ma l'immagine
offerta al
mondo era quella di "eroi" stranieri paracadutatisi lì per
salvare gli
asiatici indifesi, ignorando completamente quel fondamentale
lavoro
umanitario svolto dalla popolazione locale per ristabilire la
normalità
nella comunità" ha affermato Ingvild Solvang, responsabile
dell'advocacy
per il JRS Indonesia.
In molte società colpite da conflitti, i profughi sono
costantemente esclusi dalle discussioni che riguardano la
sicurezza del
loro rientro a casa. Inoltre, a volte le organizzazioni cercano
di
manipolare i profughi in relazione ai propri fini politici.
"Quando diciamo di ascoltare i profughi, dobbiamo essere chiari
su
cosa intendiamo veramente. Dobbiamo garantire che vengano
responsabilizzati
a migliorare le proprie vite. É per questo che nelle nostre
trasmissioni
radiofoniche ci si rivolge direttamente ai rifugiati in una
lingua che
possono comprendere. Essi non sono solamente informati della
sicurezza del
Burundi, ma sono anche incoraggiati a contattare la stazione
radio per
esprimere il proprio punto di vista direttamente ai propri
politici" ha
affermato Fratello Elias Mokua SJ, Radio Kwizera, JRS Tanzania.
Spesso accade che il punto di vista dei più vulnerabili tra i
profughi come donne, bambini e minoranze etniche venga
sistematicamente
ignorato. Per esempio, in molti campi profughi del mondo la
tessera per
ricevere le razioni di cibo viene spesso rilasciata solo agli
uomini,
privando potenzialmente le donne del cibo. In più, i migranti
irregolari
che necessitano di protezione, non hanno la possibilità di avere
assistenza
legale per presentare la richiesta d'asilo, rischiando così di
essere
rimpatriati e quindi di dover affrontare nuovamente persecuzioni
nei propri
paesi d'origine.
"Un gruppo di 34 famiglie di colombiani, più volte sfollate
durante il conflitto, ha visitato i nostri uffici. Erano il
simbolo di
molte migliaia di casi in Colombia. Senza il supporto dello
Stato, erano in
balìa di loro stessi. Informati sui propri diritti e sulla
possibilità di
avere assistenza legale, loro si sono rivolti al tribunale per
chiedere che
l'autorità locale Buga fornisse loro degli alloggi. Quelle
persone avevano
capito che per avere la possibilità di ricevere una risposta
appropriata
dallo Stato, dovevano essere coinvolti nel processo decisionale"
ha
affermato Juan Manuel Bustillo, Responsabile dell'advocacy del
JRS Colombia.
Insomma anche se in casi ancora troppo sporadici, come in
Colombia, Indonesia o Tanzania, con l'appropriato supporto e le
risorse
adeguate, i profughi hanno ripetutamente dimostrato di essere in
grado di
provvedere a loro stessi.
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James Stapleton, Communications Coordinator
Jesuit Refugee Service (Int. Office)
Tel: +39-06 68977390 Fax: +39-06 6880 6418
Email: james.stapleton@jrs.net
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